I gatti di Copenaghen

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I gatti di Copenaghen

Ricorre oggi uno strano anniversario: la pubblicazione nel 2012 del racconto inedito per bambini di James Joyce, I gatti di Copenaghen.

Il testo era contenuto in una lettera del 5 settembre 1936, per il nipote Stephen James Joyce, che viveva in Francia, ritrovata in un baule di materiale dello scrittore, donato dal fratellastro del destinatario nel 2006 alla fondazione di Zurigo a lui dedicata.

Si tratta del secondo racconto per bambini finora noto. Per lo stesso nipote Joyce ne aveva scritto un altro, gemello e un po’ più lungo, pubblicato in Italia nel 1967 con il titolo Il gatto e il diavolo.

I gatti di Copenaghen è una storia surreale ed ironica, in cui l’autore racconta che a Copenaghen non vi sono gatti e neanche poliziotti. Questi passano le proprie giornate stesi sul letto ad impartire ordini a postini in bicicletta. D’altronde gli incarichi richiesti sono piuttosto banali: aiuto ad attraversare la strada, consegna di dolci a domicilio, notizie sulla luna… Allora perchè non affidarli ai gatti?

La storia si presta quindi ad una duplice interpretazione di ciò che pensa Joyce a proposito del popolo danese. Lo si può considerare un apprezzamento, dal momento che è così tranquillo che il lavoro dei poliziotti risulta quasi inutile. Oppure di critica, perchè così pigro e corrotto da non impiegare correttamente il proprio tempo facendo il proprio dovere.

In ogni caso l’autore vorrebbe vedere per le strade più gatti e meno poliziotti. Qualcuno ha letto in questo un messaggio un po’ anarchico, di difesa della libertà.

Il racconto è stato pubblicato per la prima volta a Dublino dalla piccola casa editrice Ithys Press, con un’edizione illustrata a tiratura limitata di 200 esemplari dai 300 ai 1200 dollari,a seconda della carta usata.

La pubblicazione ha suscitato parecchie polemiche, dal momento che è avvenuta un anno dopo la fine dei diritti d’autore sui testi dello scrittore. La Fondazione di Zurigo ha quindi protestato appellandosi al fatto che la fine del copyright ha valenza solo per opere già pubblicate e non i testi inediti.

In Italia l’edizione è di Giunti Editore con la traduzione di Anna Sarfatti e le illustrazioni di Casey Sorrow. Contiene anche una strofa della poesia Ecce puer, scritta in occasione della nascita del nipote il 15 febbraio del 1932. Il testo integrale è incluso nella raccolta di Poesie di James Joyce pubblicata da Mondadori nel 1961.

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