Wilhelm Karl Grimm

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Forse il nome non dirà nulla, ma il cognome ci riporta subito all’identità di questo personaggio: sì stiamo parlando proprio di Grimm, uno dei due fretelli Grimm, famosi scrittori di fiabe.

Wilhelm Karl Grimm, il più piccolo dei due, nacque proprio il 25 febbraio del 1786 ad Hanau in Germania. Il fratello Jacob nacque sempre ad Hanau un anno prima, nel gennaio del 1785.

Entrambi seguirono gli studi classici, si laurearono in legge, ma si interessarono fin da subito allo studio delle lingua tedesca. Fecero parte dei “Sette di Gottinga”, ovvero dei sette docenti che furono cacciati, alcuni addirittura deportati,per essersi opposti pubblicamente all’abrogazione della costituzione liberale dello stato di Hannover.

Tutti e due i fratelli, ma soprattutto Jacob, furono studiosi di linguistica e di germanistica, tanto che sono considerati i fondatori della moderna filologia germanica.

Qui in Europa li ricordiamo invece per le fiabe che hanno accompagnato l’infanzia di tutti noi, da Cenerentola a Cappuccetto rosso, dalla Bella addormentata nel bosco a Biancaneve.

Quello che forse non tutti sanno è che le versioni giunte fino a noi di queste fiabe, sono versioni corrette e molto edulcorate. I due fratelli, su suggerimento di Jacob, che appunto si dedicava alla filologia tedesca, avevano come scopo quello di raccogliere per iscritto fiabe e racconti tramandati fino a quel momento solo oralmente. Intervistarono contadini e persone del popolo, riportando racconti ambientati foreste e boschi pieni di personaggi fiabeschi, ma anche  macabri, protagonisti di episodi di sangue e violenza inaudita, così come voleva l tradizione tedesca.

La prima edizione uscì nel 1812, cui ne seguirono poi altre sei, man mano rivedute e corrette; ma tutte riportavano oltre alle storie di fondo giunte fino a noi, episodi molto più violenti e intrisi di sangue e per niente adatte ai bambini. D’altronde l’intenzione degli autori non era di scrivere libri per l’infanzia, ma di tramandare ai posteri parte della tradizione tedesca arrivata fino a quell’epoca soltanto per via orale. La sola cosa che eliminarono già gli autori dai racconti furono i riferimenti sessuali che ovviamente all’epoca non gli avrebbero permesso neanche la pubblicazione dell’opera.

Sarebbe senz’altro interessante rileggere oggi, da adulti, le storie così come erano in originale, anche se si rischia di cancellare il piacevole e dolce ricordo dei racconti, dei libri, dei cartoni e dei film che hanno caratterizzato la nostra infanzia. Bisognerebbe farlo senza fare paragoni, considerandole una lettura nuova, totalmente sganciata da quello che emerge nei nostri ricordi.

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