Il veleno dell’oleandro

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Copertina il veleno dell'oleandro
Il veleno dell'oleandro Book Cover Il veleno dell'oleandro
I Narratori
Simonetta Agnello Hornby
Romanzo
Feltrinelli Editore
20 Febbraio 2013
ebook
217

Pedrara. La Sicilia dei Monti Iblei. Una villa perduta sotto alte pareti di roccia tra l’occhieggiare di antiche tombe e il vorticare di corsi d’acqua carezzati dall’opulenza degli oleandri. È qui che la famiglia Carpinteri si raduna intorno al capezzale di zia Anna, scivolata in una svagata ma presaga demenza senile. Esistono davvero le pietre di cui la donna vaneggia nel suo letto? Dove sono nascoste? Ma soprattutto, qual è il nodo che lega la zia al bellissimo Bede, vero custode della proprietà e ambiguo factotum? Come acqua nel morbido calcare i Carpinteri scavano nel passato, cercano negli armadi, rivelano segreti - vogliono, all’unisono, verità mai dette e ricchezze mai avute. Tra le ombre del giorno e i chiarori della notte, emergono influenze di notabili locali, traffici con i poteri occulti, e soprattutto passioni ingovernabili. Le voci di Mara, nipote prediletta di Anna, e di Bede ci guidano dentro questo sinuoso labirinto di relazioni, rimozioni, memorie, fino a scavalcare il confine della stessa morte. Simonetta Agnello Hornby mette a fuoco, con la sapienza di una immaginazione maestosa, un micromondo che pare allargarsi, con un brivido, a rappresentare i guasti, le ambizioni e le ansie di liberazione dell’universo famigliare, tutto intero.

Mi ha lasciato con l’amaro in bocca Il veleno dell’oleandro. Sentendolo decantare e non essendo il primo di questa autrice ad attirarmi, ho deciso di intraprenderne la lettura.

L’incipit incuriosisce non poco, un doppio funerale raccontato da uno dei due morti, che presenta la cerimonia e soprattutto i suoi partecipanti.

La tua salma è in testa, austera; sulla bara, un cuscino di gigli e violette. L’altra salma, la mia, è coperta da una profusione di corone e mazzi di fiori offerti dai miei parenti.

E’ quando ci si addentra nel racconto, nei fatti che hanno portato alla morte dei due, che la delusione inizia a manifestarsi e a crescere.

Diversi personaggi, ognuno con proprie caratteristiche, che si intravedono, ma non vengono approfondite, così da lasciare il lettore con la sensazione di non entrare mai in contatto con nessuno. Viene meno, quindi, una delle prerogative che personalmente più apprezzo dei romanzi: il fatto che, siano essi brevi o lunghi, si instaura sin dalle prime pagine un legame con i diversi personaggi, che continua poi fino all’ultima pagina, tanto che, la voglia di terminare la lettura, deve sempre fare i conti con la nostalgia che ti lascia il dover abbandonare l’ambiente e suoi protagonisti che,per tanto o per poco, ti hanno fatto compagnia, guidandoti per mano nelle loro vite.

Qui non c’è nulla di tutto questo. I personaggi sono tanti, ma con nessuno si entra in sintonia, restano tutti estranei al lettore.

La storia affronta temi importanti, tanti, troppi e tutti insieme, così da toccarli tutti, senza affrontarne nessuno. C’è la violenza sulle donne, l’anoressia, l’omosessualità, la tratta di neri, l’immigrazione clandestina, le bravate di ragazzi, lo spaccio di droga, il matrimonio di convenienza e tanti altri. Tutti temi duri ed importanti, buttati in un calderone, in modo da metterci di tutto un po’ e non affrontarne davvero nessuno.

Violenza e crudeltà sono descritti nei particolari, in modo assolutamente inutile e fine a sè stesso, visto che poi non si entra mai nel merito delle questioni e non si affronta il problema.

Insomma mi sarei aspettata molto di più dall’autrice e molto di più dal romanzo. Voglio darle una seconda possibilità leggendo qualcosa di precedente e sperando mi sorprenda positivamente.

Una frase…

L’amore capita, non si pianifica. E quando si ama si dimentica il passato e il futuro.

Contenuti extra

Dalla pagina del libro pubblicata su La Feltrinelli, il video di presentazione de Il veleno dell’oleandro

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
2.5

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