La famiglia Karnowski

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La famiglia Karnowski
La famiglia Karnowski Book Cover La famiglia Karnowski
Biblioteca Adelphi, 602
Israël Joshua Singer
Romanzo
Adelphi
1 Marzo 2013
ebook
498

Bastano a volte poche pagine per accorgersi di avere fra le mani un grande romanzo, e per cogliere quel timbro puro che ne fa un classico. È ciò che accade con La famiglia Karnowski di Israel J. Singer, maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro, fra i memorabili...

Ho impiegato tanto tempo a completare le quasi cinquecento pagine di questo libro.

Non posso dire che non mi sia piaciuto, ma sicuramente non mi ha preso, non ho riscontrato quel mordente in grado di tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina.

La narrazione ripercorre la vita di una famiglia, in particolare di tre generazioni di uomini ebrei, emigrati dalla Polonia in Germania e vissuti a Berlino a cavallo delle due guerre mondiali e negli anni difficili dell’ascesa di Hitler al potere.

I Karnowski della Grande Polonia erano noti per il loro carattere testardo e provocatore, ma allo stesso tempo stimati per la vasta erudizione e l’intelligenza penetrante.

La genialità era inscritta nelle alte fronti da studioso e negli occhi profondi e inquieti, neri come il carbone.

Sicuramente uno spunto interessante ed un modo di entrare in contatto con la cultura ebraica, con le sue tradizioni ed i suoi valori. Da questo punto di vista ho trovato la lettura piacevole ed interessante.

«Sii un ebreo a casa tua e un uomo di mondo fuori.» disse il padre del bambino appena circonciso sia in ebraico che in tedesco, come a voler essere certo che il piccolo comprendesse le sue parole.

Il linguaggio utilizzato è semplice e gradevole; innumerevoli sono inoltre i diversi personaggi che si affiancano ai protagonisti e che fanno parte della storia, seppur in maniera marginale, dall’inizio alla fine.

Emerge la voglia dell’autore di non far sparire nessuno di essi da un momento all’altro, ma anzi di voler informare il lettore su quello che è capitato a ciascuno, man mano che ci si avvicina al finale.

Quello che manca è una narrazione in grado di appassionare; ad eccezione di pochi momenti, la vita dei tre è descritta senza soffermarsi troppo su nessun evento, sentimenti ed emozioni emergono un po’ di più nella terza parte, che, proprio per questo, oltre a chiudere il cerchio, è anche quella che coinvolge un po’ di più.

In generale però c’è una mancanza di empatia che porta il lettore a rimanere uno spettatore passivo, poco coinvolto nella vita e nella narrazione rispetto a quanto ci si aspetterebbe.

In questo forse il voler presentare tanti personaggi diversi che affiancano i protagonisti, finisce per allontanare il lettore da loro, perdendo quel valore aggiunto che normalmente avrebbe.

Pecco di femminismo probabilmente, ma forse quello che manca è proprio una figura femminile coinvolgente e passionale, che in un romanzo di tale portata avrebbe potuto portare quella dose di emozione in più che qui ho sentito mancare.

Sicuramente le doti di scrittore sono apprezzabili e il libro un ottimo testo; non è riuscito però ad emozionarmi, anzi il finale mi ha lasciato la sensazione di una scelta affrettata e non in linea con il resto. Come se anche l’autore si fosse annoiato e volesse mettere un punto rapidamente alla narrazione.

Una frase …

Con le poche cose che aveva salvato da laggiù aveva portato con sé un principio: perdere denaro è perdere nulla, perdere coraggio è perdere tutto.

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
2.5

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