L’amore Molesto

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L'amore molesto
L'amore molesto Book Cover L'amore molesto
Elena Ferrante
Fiction
e/O edizioni
2015
audible
173

«Una storia sofisticata e complessa, crudele e intelligente».
Dacia Maraini

«Il grande libro su Napoli l’ha scritto Elena Ferrante».
Franco Cordelli, Corriere della Sera

«La massima narratrice italiana dai tempi di Elsa Morante».
Antonio D’Orrico, Sette/Corriere della Sera

Portato sullo schermo con successo da Mario Martone, L’amore molesto resta come uno dei romanzi italiani più importanti e originali degli ultimi anni. Un romanzo che ha rivelato il talento di Elena Ferrante, autrice schiva e lontana dai milieux letterari.
La trama ruota intorno al rapporto tra Delia e la madre Amalia, un rapporto madre-figlia scavato con crudeltà e con passione.
«Mia madre annegò la notte del 23 maggio, giorno del mio compleanno, nel tratto di mare di fronte alla località che chiamano Spaccavento...».
Questo è l’incipit del romanzo. Che cosa è accaduto ad Amalia? Chi c’era con lei la notte in cui è morta? È stata davvero la donna ambigua e incontentabile che sua figlia si è sempre immaginata? L’indagine di Delia si snoda in una Napoli plumbea che non dà tregua, trasformando una vicenda di quotidiani strazi familiari in un thriller domestico che mozza il respiro.

Libro scritto da Elena Ferrante nel 1992 e riportato alla ristampa di recente, dopo il grande successo della serie l’Amica Geniale. Nonostante sia stato scritto anni prima, ritroviamo le medesime ambientazioni, personaggi simili e lo stile inconfondibile.

La voce narrante è quella di una donna che ormai vive lontano da Napoli ed è costretta a ritornarvi per il funerale della madre, morta suicida in mare. Il rientro nella città di origine, l’attraversare luoghi noti, entrare nuovamente nella casa della madre, il tarlo di scoprire cosa può averla spinta ad un gesto tanto estremo, portano la protagonista a ripercorrere la propria storia, gli anni dell’infanzia, il rapporto tra i genitori, quello suo con la madre, caratterizzato da un amore, odio, o meglio invidia e rabbia. Ritornano nella sua vita strani personaggi legati, nella realtà o solo nella sua fantasia, a lei, a sua madre, alla sua famiglia.

Ritroviamo la Napoli dei quartieri popolari, quella degli anni ‘ 50 e ’60 paragonata con quella ormai cambiata degli anni 90; ritroviamo la vita di strada, dei vicoli, rapportata a quella dei quartieri “bene”.

Molti personaggi maschili, tutti negativi, chi più chi meno, persi nella vita, inclini solo al sesso e alla violenza.Due personaggi femminili, la madre vista con gli occhi della figlia e la figlia stessa.

Come in l’amica geniale è questo che proprio non digerisco di questa scrittrice, il modo di presentare le donne protagoniste incapaci di condurre la propria vita, di compiere scelte convinte e consapevoli, di prendere decisioni che siano di poco conto o di fondamentale importanza. Ritroviamo qui una protagonista succube degli eventi che non riesce a far pace con il passato e con la figura della madre, alla quale guarda con invidia e rabbia per il suo modo di affrontare tanto la violenza del padre, quanto l’essere ben disposta verso il mondo.

Lo stile della Ferrante è inconfondibile, non banale, ben costruito; però, mentre le permette di inquadrare alla perfezione i personaggi, mi risulta noioso e pesante nel corso di tutta la narrazione, sarà anche per la poca empatia che mi suscitano le sue protagoniste. Nell’Amica geniale, la varietà dei personaggi e la curiosità di seguirne le vite a distanza di anni, mi ha portato a superare facilmente le note negative legate a stile e protagonista. In questo caso invece, trattandosi di una narrazione che si svolge in un breve arco temporale, con pochi personaggi, ho trovato pesante proseguire la lettura, superare l’antipatia verso la protagonista e quel suo porsi nei riguardi della madre, a cui imputa atteggiamenti che poi, per sua stessa ammissione, sono i suoi stessi.

Con tutto il rispetto continuo ancora a chiedermi il perchè di tanto successo di quest’autrice, senz’altro brava,ma a mio parere non più di altri scrittori italiani.

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Complesso
2.4

Consigliato

No

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