Le belle Cece

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Le belle Cece
Le belle Cece Book Cover Le belle Cece
NARRATORI MODERNI
Andrea Vitali
Romanzo
Garzanti
18 Giugno 2015
ebook
225

«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.» «Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.» Antonio D'Orrico, «La lettura – Corriere della Sera» «Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.» Bruno Quaranta, «Tuttolibri» «La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.» Fulvio Panzeri, «Avvenire» Con Le belle Cece Andrea Vitali ci riporta nella Bellano degli anni Trenta, dove non succede mai niente e gli iperbolici ideali del regime non riescono a vincere gli intrighi e le scaramucce di paese. Gli esilaranti e improbabili personaggi di Vitali mettono in scena una giostra di comicità che, come sempre, rende la lettura dei suoi romanzi una piacevole compagnia. Maggio 1936. Con la fine della guerra d’Etiopia nasce l’impero fascista. E Fulvio Semola, segretario bellanese del Partito, non ha intenzione di lasciarsi scappare l’occasione per celebrare degnamente l’evento. Astuto come una faina, ha avuto un’idea da fare invidia alle sezioni del lago intero, riva di qui e riva di là, e anche oltre: un concerto di campane che coinvolge tutti i campanili di chiese e chiesette del comune, dalla prepositurale alla cappelletta del cimitero fino all’ultima frazione su per la montagna. Un colpo da maestro per rendere sacra la vittoria militare. Ma l’euforia bellica e l’orgoglio imperiale si stemperano presto in questioni ben più urgenti per le sorti del suo mandato politico. In casa del potente e temutissimo ispettore di produzione del cotonificio locale, Eudilio Malversati, si sta consumando una tragedia. Dopo un’aggressione notturna ai danni dell’ispettore medesimo, spariscono in modo del tutto incomprensibile alcune paia di mutande della signora. Uno è già stato rinvenuto nella tasca della giacca del Malversati. Domanda: chi ce l’ha messo? E perché? Il problema vero, però, non è questo, bensì che fine abbiano fatto le altre. Dove potrebbero saltar fuori mettendo in ridicolo i Malversati, marito e moglie? Non essendo il caso di coinvolgere i carabinieri, per non mettere in giro voci incontrollabili, il Semola viene incaricato di risolvere l’enigma. Ma alla svelta e senza lasciare tracce, o le campane, questa volta, le suonerà il Malversati, con le sue mani, e saranno rintocchi poco allegri per la carriera del Semola.

Siamo di nuovo a Bellano, stavolta nel 1936 poco dopo il termine della guerra in Etiopia, dove ai grandi eventi storici si alternano piccole storie di paese, pettegolezzi, chiacchiere e qualche intrigo da risolvere.

Stavolta il giallo ruota intorno ad un’aggressione ed ad un paio di mutande da donna ritrovate in una giacca da uomo. Già qui scappa una risata ed è facilmente intuibile la piega ironica e divertente che prende la vicenda, con personaggi che si alternano sulla scena, con il loro carattere, le loro idee, i loro unici gesti.

Un Vitali frizzante come non mai, che mette in scena una commedia che, pagina dopo pagina, il lettore riesce a visualizzare come fosse nella platea di un teatro a vederne la rappresentazione sul palcoscenico. Tra i diversi libri che ho letto sicuramente è tra quelli che più mi ha divertito, che ho trovato più brillante e che ho letto con più piacere.

Non delude nemmeno questa volta questo autore senza troppe pretese, ma simpatico e divertente che si lascia divorare in poco tempo mettendo sempre di buon umore.

 

  • Trama
  • Personaggi
  • Linguaggio
  • Ambientazione
  • Copertina
  • Complesso
3.8

Consigliato

Si

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