Sperando che il mondo mi chiami

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Sperando che il mondo mi chiami
Sperando che il mondo mi chiami Book Cover Sperando che il mondo mi chiami
LA GAJA SCIENZA
Mariafrancesca Venturo
Romanzo
Longanesi
17 gennaio 2019
ebook
416

«Un ritratto inedito e lieve della precarietà delle nostre vite, con la tenerezza crudele che di solito si riserva alle cose belle perché ineluttabili»
D - la Repubblica
«Un romanzo a tratti commovente che trasmette speranza, malgrado le infinite mattine sospese nell'attesa»
Robinson
«Un romanzo poetico ed emozionante sul sapere affrontare le mille sfide inattese che la vita ci offre»
Leggo
UNA NUOVA, IRRESISTIBILE VOCE DELLA NARRATIVA ITALIANA UNA NUOVA, INDIMENTICABILE PROTAGONISTA Carolina Altieri ogni mattina si sveglia all’alba per andare al lavoro. Indossa abiti impeccabili, esce di casa, sale su un autobus e accende il cellulare sperando che una scuola la chiami. Carolina fa il mestiere più bello del mondo, ma è ancora, e non sa per quanto, una maestra supplente, costretta a vivere alla giornata senza poter mai coniugare i verbi al futuro, né per sé né per i suoi allievi. Attraverso ore che scorrono in un continuo presente, scandito solo dalle visite a una tenerissima nonna e dall’amore travolgente e imperfetto per Erasmo, Carolina racconta il rocambolesco mondo della scuola, popolato da pendolari speranzosi e segretarie svogliate, e la sua passione per i bambini, che tra sorrisi impetuosi, inaspettate verità e abbracci improvvisi riescono sempre a sorprenderla e a insegnarle qualcosa. E sarà proprio questa passione a costringerla a imprimere una svolta alla sua vita eternamente sospesa e a cambiarle il destino. Sperando che il mondo mi chiami è un romanzo poetico ed emozionante sul sapere affrontare le mille sfide inattese che la vita ci offre.

Sperando che il mondo mi chiami è un romanzo che, ammetto, mi ha piacevolmente stupito. Acquistato per curiosità, avevo ben poche aspettative durante la lettura.

Ho scoperto invece un libro ben scritto, dalla trama non particolarmente complessa, anzi piuttosto semplice, ma ricca di spunti di riflessioni ed in grado di farti calare perfettamente nel mondo della scuola, anche se ne sei del tutto estraneo.
La protagonista, giovane ventottenne, è insegnante precaria della scuola elementare, figlia e nipote di altre insegnanti, che da anni cerca di ottenere il passaggio di ruolo. Le sue giornate passano in attesa di una chiamata che, in poco tempo, richiede lo spostamento da una parte all’altra della città. La sua vita è in bilico, piena di nuovi inizi e tanti addii, senza alcuna stabilità che le permetta di costruirsi un futuro, né lavorativo né privato.

Il mio tempo è fatto di ore, giorni, settimane che ricominciano sempre daccapo in una danza di passi studiati e consumati dagli anni. La mia vita non prevede scadenze, non c’è posto per programmi, appuntamenti, rate, agende; è una commedia buffa dove tutto accade all’improvviso.

Sperando che il mondo mi chiami rappresenta un perfetto spaccato del mondo della scuola attuale, pieno di competizione tra insegnanti precarie che tentano di ottenere un posto e sgomitano tra punteggi e supplenze, spesso dimenticando la bellezza e l’importanza del loro mestiere, più per necessità che per caso. Insegnanti di ruolo stanche e scuole che sono aziende, costrette a guadagnarsi soldi e nuovi iscritti a discapito della loro funzione primaria: quella di formare e assistere le nuove generazioni.

La scuola ha preso il volo, si è liberata della zavorra delle necessità, leggere, scrivere, contare lo sanno fare tutti ormai e certi genitori lo insegnano ai figli prima del tempo per ubbidire alla legge della competizione…

La protagonista Carolina è appassionata ed innamorata del proprio mestiere, si affeziona ai ragazzi che ha davanti ed è in grado di farli affezionare anche in pochi giorni, proprio per la passione che trasmette. Eppure è costretta a scontrarsi con un mondo che sembra quasi non accettare il suo atteggiamento, vederlo come un problema piuttosto che un pregio. Intanto la sua vita è ferma, senza una stabilità economica non riesce a pianificare neanche la sua vita privata. I suoi amici sono precari come lei, che da anni condizionano la propria vita al solo fine di ottenere finalmente un posto ed uno stipendio fisso.

Quanti particolari burocratici che mostrano la grande instabilità di giovani insegnanti e quante giuste riflessioni su come questo lavoro sia svilito, dimenticandosi la sua importanza e trascurando gli effetti che ogni cambiamento fatto nel mondo della scuola può causare ai bambini, ai ragazzi, agli adulti di domani.

Perché insegnare è il mestiere più bello del mondo. Dicono le maestre. Perché insegnare è come imparare per sempre. Dico io. 

Davvero una lettura piacevole, che con scorrevolezza e leggerezza riesce a dare un perfetto spaccato di una situazione assolutamente attuale

Una frase…

Mira in alto quando lanci un sogno, poi vola per riacchiapparlo, non è detto che ce la fai a riprenderlo

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
3.8

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