Letture del 2018

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bilancio 2018

Un anno volge al termine ed è ora di fare un bilancio delle letture di questo 2018.

E’ stato un anno ricco, anche grazie all’aiuto degli audiolibri. Ottima compagnia nel traffico mattutino per iniziare bene la giornata, sono molto utili per dare una spinta ad un hobby altrimenti difficile da portare avanti.

Un bilancio buono quindi, che per poco non mi fa raggiungere il traguardo prefissato dei 30 libri. Soprattutto un anno di belle letture, di grandi protagoniste femminili, tutte molto diverse fra loro, ma ugualmente affascinanti e coinvolgenti.

Vediamo allora come è andata.

Statistiche

Totale libri letti: 24

Totale pagine: 7655

Uscite dell’anno: 3

Spagnolo: 2

Cartacei: 3

Solo ebook: 3

Solo audible: 3

Libro più breve: Gli sdraiati (77)

Libro più lungo: Allontanarsi (640)

Valutazione migliore: L’arminuta

Valutazione peggiore: Il turista

Classifica finale delle letture 2018

Tra i libri senz’altro più apprezzati ve ne sono due molto diversi tra loro, ma ugualmente belli. L’arminuta, vincitore del Premio Campiello 2017, la storia di una ragazzina all’improvviso catapultata in una vita completamente diversa dalla propria senza alcuna spiegazione. Una storia breve, ma incredibilmente toccante, raccontata con stile sublime ed in modo impeccabile.

La notte ha cambiato rumore, grande romanzo di qualche anno fa. Una donna che cresce tra le pagine del libro e si trova ad affrontare da sola tante difficoltà, superandole con una grande forza di volontà e con la capacità di rialzarsi dopo ogni caduta. Un romanzo coinvolgente che, nonostante la lunghezza, si lascia divorare, grazie ad un ritmo incalzante.

Altre protagoniste femminili che non si lasciano scoraggiare dalle avversità e dal dolore, superando il duro periodo della Seconda Guerra Mondiale, quelle di due libri del 2018, rimasti in classifica per settimane.

Resto qui di Marco Balzano, che intreccia con stile impeccabile, tre grandi temi, la perdita, la guerra, la lotta per la salvaguardia del proprio territorio. Una donna di montagna, che tra i pascoli e la neve cresce, portandosi dietro un immenso dolore.

Il vincitore del Premio Campiello 2018, altra conferma che la giura di Lettori sia in linea con i miei gusti, Le assaggiatrici di Rosella Postorino. Un’altra donna, sola durante la guerra, costretta ad un ruolo, quello di assaggiatrice dei pasti di Hitler, sul quale prima d’ora non si era mai soffermato nessuno. La guerra vissuta sempre dalle donne, lasciate sole e costrette a tirare avanti, ciascuna con la propria storia e la propria solitudine.

Quest’anno di letture è stato poi caratterizzato da grandi saghe e numerose pagine con i medesimi volti protagonisti.

La saga dei Cazalet, di cui ho letto solo i primi quattro volumi, una saga familiare per eccellenza, ricca di protagonisti che crescono e maturano negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Anche qui soprattutto donne, dalla vita e dai caratteri diversi. Ogni volume affronta il racconto da una prospettiva leggermente diversa permettendo al lettore di non annoiarsi, nonostante i corposi quattro volumi. Difficile stilare una vera e propria classifica, ma sicuramente il primo volume ha il sapore della scoperta di nuovi personaggi ed ambienti, il secondo è quello della conferma, il terzo cambia un po’ prospettiva rispetto ai precedenti, il quarto forse comincia a risentire di un po’ di stanchezza, ma risulta comunque gradevole.

Altra serie su cui mi sono soffermata prima della messa in onda della fiction che ha riacceso le vendite, è quella dell’ Amica geniale. Libri letteralmente divorati, perchè l’autrice sa coinvolgere, grazie alla varietà di personaggi in cui è impossibile non riconoscersi ed ad uno stile che riesce ad esprimere a parole emozioni profonde e viscerali. Nonostante questo non mi è piaciuto il personaggio principale, donna insicura, in costante confronto con l’amica, verso la quale nutre un profondo senso, ingiustificato, di inferiorità. Donna che sembra subire qualunque scelta senza davvero prendere in mano le redini del proprio destino. Sinceramente riconosco la bravura dell’autrice e la storia coinvolgente, ma non giustifico l’enorme successo ricevuto e che continua anche a distanza di anni, aiutato ovviamente dalla versione andata in onda sul piccolo schermo.

Successo invece più che giustificato per l’amato Camilleri e per il suo commissario Montalbano, che ormai purtroppo ci concede solo un volume l’anno. Con Il metodo Catanalotti  ritroviamo il commissario alle prese con un intrigato caso da risolvere. Camilleri ritrova il suo smalto, come già in Rete di protezione e ci restituisce un bel giallo, senza grandi colpi di scena, ma ben ingarbugliato al punto giusto, mostrando la sua arte nello scrivere e la sua grande cultura.

Rimanendo sempre nella Sicilia, questa volta di un po’ di tempo fa, mi sono tuffata in Caffè Amaro. Storia di una fanciulla, Maria, sposa giovanissima che cresce, matura, diventa donna affrontando le difficoltà della vita familiare, dei vizi del suo uomo e della guerra che colpisce l’Italia intera e non risparmia il sud. Molte ritengono mediocre questo libro di Simonetta Nick Hornby, nulla in confronto ai romanzi che era in grado di scrivere qualche anno fa. A me invece ha permesso di rivalutarla dopo la delusione di Il veleno dell’oleandro. Ho trovato comunque la prima parte della narrazione decisamente più fluida ed imprevedibile rispetto alla seconda, che non approfondisce passaggi a mio parere fondamentali e risulta anche abbastanza scontata.

Una grande autrice sudamericana, anche in questo caso secondo molti al di sotto delle proprie capacità, ci regala Oltre l’inverno, l’incontro tra tre sconosciuti, ognuno portatore di un grande dolore che ne condiziona l’esistenza. Un racconto che, nel freddo della narrazione, scalda il cuore, sebbene risulti abbastanza scontato e prevedibile.

Rimanendo a New York, ma spostandoci tra i nostri giorni e l’inizio del secolo scorso, La sciarpa ricamata, un altro romanzo con protagoniste due donne, che, a distanza di quasi un secolo, legano la propria vita ad una sciarpa. La quarta di copertina faceva presagire molto di più da questa storia che invece risulta gradevole,ma senza suscitare alcun picco di interesse.

Un altro libro di Elena Ferrante, da cui è stato tratto l’omonimo film, L’amore molesto ci riporta a Napoli e ce ne fa attraversare le strade principali, quasi come camminassimo accanto alla protagonista. Ancora una donna senza carattere, incapace di reagire con grinta ed affrontare le situazioni, che si lascia trasportare dagli eventi e dalle persone che la circondano. Decisamente insopportabile.

Fiori sopra l’inferno è il thriller di Ilaria Toti rivelazione dell’anno. Ben scritto e con la giusta dose di suspance, tiene incollato il lettore alle pagine, anche se, personalmente, non sono entrata in sintonia con i protagonisti. Non saprei individuare cosa di preciso, ma non mi ha convinto del tutto.

Un capitolo della serie del gatto Alfie di Rebecca West, letto senza conoscere i precedenti ha rappresentato senz’altro una piacevole lettura senza impegno. Il gatto che regalava il buonumore come anticipato dal titolo, mette allegria ed è un’ottima lettura da portare in spiaggia, ma nulla di più.

Grande delusione invece me l’ha data Festa di famiglia. Dopo tanti libri di Sveva Casati Modigliani che, nonostante la somiglianza, mi hanno entusiasmato in passato, questo mi ha decisamente lasciata interdetta. Completamente scontanto e insignificante.

Altra delusione Gli sdraiati di Michele Serra, libro breve, di cui avevo molto sentito parlare, che non mi ha convinto nè ho capito del tutto.

La figlia perfetta, un racconto che molti hanno trovato piacevole, che non mi ha convinto per niente e nulla mi ha lasciato a lettura conclusa.

Giudizio completamente negativo per Il turista, giallo ambientato a Venezia, da cui mi sarei aspettata decisamente molto, ma molto di più. Scontato, prevedibile, con personaggi anonimi ed uno stile piatto. Decisamente bocciato.

Fuori classifica perchè non avrebbe senso paragonarlo ai romanzi sopra citati, Da zero a tre anni, scritto anni fa da Piero Angela ed edito più volte in edizioni sempre nuove. Un saggio sullo sviluppo dei bambini molto interessante, scritto con linguaggio semplice ed immediato tipico del grande giornalista.

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