Guerra civile spagnola – parte 2

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Guernica - Pablo Picasso

Lo scontro di fa sempre più violento, nelle città si diffondono tribunali popolari che condannano i filofranchisti mentre i bombardamenti da parte di Italia e Germania  colpiscono obiettivi civili.

I rappresentanti del governo scappano a Valencia, lasciando a Madrid una giunta di difesa per la lotta ad oltranza che va avanti con ferocia inaudita.

Nessuno dei due schieramenti sembra avere la forza di prevalere sull’altro: il governo si lacera pian piano a causa degli scontri interni tra le forze diverse che lo compongono, mentre Franco non è ancora riconosciuto da tutti, senza un partito che lo appoggi.

L’aiuto del cognato Ramon Serrano Suner che unisce monarchici e falangisti, sarà decisivo per l’inizio definitivo della sua dittatura, che abolisce le elezioni, i sindacati, il diritto di sciopero e dà di nuovo potere agli ecclesiastici.

Madrid e i centri industriali sono ancora in mano ai nazionalisti che tentano la resistenza fino all’ultimo. Cade pian piano anche la regione Basca, anche grazie ai bombardamenti di Italia e Germania, tra cui si ricorda l’episodio più cruento, Il 26 aprile con il bombardamento di Guernica con 2000 morti

Caduti anche i Paesi Baschi restano in mano ai repubblicani solo le Asturie assieme a Madrid e la Catalugna, ma il governo è ormai definitivamente lacerato, mentre l’aiuto di Italia e Germania permette a Franco di avere truppe e materiali nuovi che gli permettono l’ultimo assalto, all’inizio del 1938.

Si forma il primo governo di Franco, volutamente debole per preparare la dittatura personale. Sul fronte repubblicano si rende necessario l’intervento delle nazioni estere, che però ,per scongiurare un conflitto mondiale, cercano di tenersi fuori ed anzi ritirano i volontari presenti sul territorio.

Il 15 novembre ile Brigate internazionali iniziano a lasciare il paese ed è la disfatta definitiva della repubblica che,, dopo qualche mese deve capitolare al governo di Franco riconosciuto anche da Francia ed Inghilterra, in cambio della garanzia di non entrata in guerra. Il 28 marzo Franco entra nella capitale annunciando la resa dell’esercito repubblicano e la nomina a Generalissimo di tutte le forze armate e capo del governo dello stato spagnolo.

La popolazione è stremata e i repubblicani cercano di scappare verso i paesi confinanti, mentre quelli rimasti vengono fucilati o condannati a pene pesantissime. La popolazione disperata inizia ad accettare il nuovo regime, che poco può di fronte alle condizioni gravissime in cui versa il paese.

La dittatura di Franco continuerà anche dopo la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta dei poteri totalitari dei suoi alleati, grazie al ruolo della chiesa e della cultura cattolica che ottiene un controllo politico economico e culturale della Spagna.

Soltanto nel 1975 la morte del dittatore decreterà la fine della dittatura ed il passaggio alla monarchia di Juan Carlos che aiuterà il passaggio alla democrazia con il passaggio alla costituzione del 1978.

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