La guerra civile spagnola – parte 1a

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Negli anni ’30 la storia della Spagna è segnata da grossi tumulti politici che sfoceranno nella guerra civile dal luglio 1936 al marzo 1939.

Il Paese arretrato dal punto di vista industriale, vede il contrapporsi della classe operaia, contadina e di minatori al potere sempre più forte dell’aristocrazia, del clero e della classe militare.

Agli inizi del secolo, la monarchia, rappresentata da Alfonso XIII rafforza sempre di più l’unione con queste classi privilegiate, favorendo di fatto il diffondersi di movimenti socialisti e rivoluzionari all’interno delle classi più povere.

Tale contrapposizione sfocia, al termine della Prima Guerra Mondiale, nel rafforzamento della destra conservatrice fino all’instaurarsi nel  1923 della dittatura di Miguel Primo de Rivera,  che esalta i valori e lo spirito dell’esercito.

La crisi economica globale del 1929 aumenta però l’insoddisfazione delle classi più povere esasperando la situazione sociale interna alla Spagna. Primo de Rivera è costretto a ritirarsi nel 1930, sostituito da alti ufficiali fino alle elezioni del 1931 quando si arriva alle elezioni ,che vedono la vittoria del fronte repubblicano, il crollo definitivo della monarchia e la nascita della Seconda Repubblica Spagnola.

La situazione politica e sociale però non si tranquillizza e già due anni dopo nel ’33 alle elezioni vince di nuovo la destra cattolica,che governa per altri due anni dopo i quali nel febbraio 1936 va al potere il Frente Popular,che unisce repubblicani, socialisti, comunisti e parte degli anarchici, preoccupando molto i filofascisti.

Grazie all’alleanza con l’esercito ed ad una campagna di stampa mossa a svalutare l’operato del governo, si diffonde l’idea di una cospirazione anarco-comunista che porta ad appoggiare l’intervento armato.

La contrapposizione dei due schieramenti, quello del governo e quello della destra si accentua sempre più fino ad esplodere quando il 13 luglio viene assassinato il capo del partito monarchico e le forze armate capeggiate da Emilio Mola, appoggiate da industriali monarchici e cattolici oltre che dai falangisti,preparano il colpo di stato.

In pochi giorni, il 17 luglio 1936, con l’ammutinamento dell’esercito, scoppia la guerra civile.

La rivolta inizia nel protettorato del Marocco dove il 18 luglio Francisco Franco assume il controllo delle truppe d’Africa mentre sul continente vengono occupate le città dell’Andalusia (Siviglia, Cordoba, Granada), grazie all’intervento decisivo di Italia e Germania. Le due nazioni, infatti, forniscono un aiuto decisivo in termini di uomini, mezzi e armi, dando vita, tra l’altro, ad un ponte aereo per il trasporto delle truppe dal Marocco alla Spagna. 

Pian piano il fronte si sposta verso l’interno e a poco a poco vengono conquistate Navarra, Vigo, La Coruna, Oviedo, Burgos e altre.

Il governo tenta la difesa attraverso le navi da guerra rimaste fedeli grazie agli equipaggi che si ribellano agli ufficiali per prendere parte alla rivolta. Non riuscendo però a contenere l’avanzata delle truppe controllando le  coste del  Marocco e le isole Canarie, il primo ministro Josè Giral decide di armare il popolo e solo in questo modo si riesce a difendere le città di Madrid e Barcellona.

I Paesi Europei, capeggiati dalla Francia creano un “Comitato di non intervento”, cui ufficialmente aderiscono anche Germania ed Italia, che di nascosto continuano ad aiutare le truppe franchiste, rendendosi autori tra l’altro di bombardamenti che metteranno in ginocchio intere città e la popolazione civile. La stessa Francia non resta estranea al conflitto, inviando aiuti al Fronte Popolare attraverso altre nazioni come il Messico.

Il 3 settembre il primo ministro Giral si dimette e viene incaricato Largo Caballero di formare il nuovo governo, mentre Franco cerca l’aiuto delle nazioni estere. Italia e Germania lo riconoscono come capo del governo legittimo, mentre gli Stati Uniti si dichiarano neutrali, così come Francia ed Inghilterra il cui intento è evitare che il conflitto diventi mondiale.

Il 22 ottobre 1936 le truppe di Franco sono ad un passo dalla capitale ed il governo autorizza la formazione delle Brigate Internazionali; volontari da tutti i paesi reclutati dai partiti comunisti partono alla volta di Madrid.

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