Le domande di Viola

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    Viola e il Blu
    Published: 2021
    Questa è la storia di Viola, una bambina che gioca a calcio, sfreccia in monopattino e ama vestirsi di Blu. Viola i colori li scrive tutti con la maiuscola, perché per lei sono proprio come le persone: ciascuno è unico. Ma non tutti sono d’accordo con lei, specialmente gli adulti. Tanti pensano che esistano cose ‘da maschi’ e cose ‘da femmine’, ma Viola questo fatto non l’ha mai capito bene. Così un giorno decide di…
    Incuriosita da qualche frase letta per caso in internet ho deciso di leggere questo libro e sono pienamente felice di averlo fatto.
    Si tratta di un breve racconto, un dialogo tra una bambina Viola e suo padre sui maschi e sulle femmine. Viola è figlia di una donna ingegnere ed un uomo pittore, passa più tempo con suo padre che con sua madre, che è fuori tutto il giorno per lavoro. Le piacciono i personaggi non solo dei cartoni per bambine, ma anche quelli per bambini, così come le piace giocare a calcio. Nota però che i suoi compagni reagiscono male, non vogliono farla giocare con loro a pallone, dicendo che lei “è una femmina”. Viola ha anche notato che alcuni suoi amici hanno avuto risposte analoghe quando hanno chiesto di comprare giochi non propriamente “maschili” o quando hanno fatto capricci e pianto. “Che uomo sei, i maschi non piangono”, questa è stata la reazione degli adulti di fronte alle lacrime del suo amico Marco.
    La bambina rivolge quindi alcune domande al padre, a partire dal perchè il rosa sia il colore delle femminucce e l’azzurro quello dei maschietti e si domanda cosa ci sia di disdicevole se a lei piace il colore blu o a qualche suo amico dovesse piacere il rosa. Il padre le risponde, cerca di spiegare l’origine di questa divisione, sottolineando quanto non ci sia nulla si strano, che si tratta solo di “scatole” in cui sono stati racchiusi i comportamenti umani.
    Ne nasce un dialogo profondo, dove con parole semplici, adatte ad un bambino appunto, l’adulto cerca di scardinare gli “stereotipi” uomo-donna, cercano di far capire alla figlia quanto sia importante seguire quello che le piace per mantenere la propria unicità, anche se questo significa dover combattere contro commenti e giudizi altrui. Non fermarsi agli stereotipi significa anche non accettare il classico binomio familiare dove l’uomo lavora e la donna cresce i figli, con tutto ciò che ne consegue.
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