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Maresciallo Maccadò

La signorina Tecla Manzi

La signorina Tecla Manzi

Da tempo desideravo leggere La signorina Tecla Manzi, uno dei titoli più famosi di Andrea Vitali, autore che trovo sempre simpatico e gradevole. Questo romanzo, scritto nel 2004, è ambientato sempre nell'amata Bellano, sulle rive del lago, in pieno periodo fascista. La mattina seguente il tempo era bello, il cielo pulito, l'acqua del lago limpida e ferma.L'aria tersa, odorosa di bosco, con un innesto, lì intorno alla caserma, di fronte all'imbarcadero, sul molo e sulla piazza, di pesce. Come spesso i libri di Vitali, questo è un giallo caratterizzato dalla simpatia dei personaggi e dall'ironia delle situazioni, piuttosto che da eventi cruenti e intrecci complicati. Ad indagare i carabinieri del maresciallo Maccadó, che in questo caso non prende parte alla vicenda, lasciando la scena ai suoi sottoposti. A farla da padrone è, invece, la rivalità tra il brigadiere Mannu, giovane sardo innamorato e l'appuntato Misfatti, siciliano traffichino e pettegolo. Vedendolo, realizzò che, da quella mattina, assente il maresciallo Maccadò, gli sarebbe toccato passare una ventina di giorni gomito a gomito con quel siciliano vanitoso e petulante. Protagonista assoluta La signoria Tecla Manzi, giunta in caserma per denunciare la misteriosa sparizione di un quadretto. Piccola, vestita già con un cappotto color grigio topo, una borsetta tenuta con due mani all'altezza dello stomaco... Accanto a loro personaggi caratteristici, ironici e particolari, che rendono la narrazione dinamica e a tratti comica. Confrontando con altri romanzi, qui ho ritrovato la penna dei romanzi degli anni 2000, a volte non riconosciuta in opere più recenti. La signorina Tecla Manzi è un romanzo gradevole e divertente, che si legge tutto d'un fiato, che strappa qualche risata e che è senz'altro ideale come lettura estiva. Una frase... Poi, deciso a dimenticare l'intera vicenda, si avvicinò alla finestra che dava verso il lago, l'aprì e rimase un bel po' così: immobile, a guardare e a lasciare che i pensieri corressero ovunque paresse loro.