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Sezione Q

L'effetto farfalla

L’effetto farfalla (Sezione Q #5)

L'effetto farfalla è il quinto episodio della serie Sezione Q di Copenaghen, con protagonista Carl Mørck, finora quello che mi ha coinvolto i più. La struttura narrativa è classica di questa serie: il racconto delle indagini si alterna con quello della vittima e dei colpevoli, con continui salti temporali. Protagonista è un ragazzino di 15 anni di nome Marco, che dall'Italia è arrivato in Danimarca con un "clan", gestito dallo zio. Un gruppo di adulti che pian piano si è sfoltito, volontariamente o con la forza ed alcuni ragazzini costretti a chiedere l'elemosina e a rubare. La risposta era sempre che Zola, suo fratello, voleva i bambini per strada e così si doveva fare, perché Zola era il capo indiscusso, il tiranno del clan. L'effetto farfalla è caratterizzato comunque da una buona dose di violenza, ma meno rispetto agli episodi precedenti, come La battuta di caccia. Marco è appassionato di libri, vorrebbe studiare, capisce che la vita non è quella che si fa in comunità, con il padre e lo zio, sa essere onesto, distinguere il bene dal male. Perciò si ribella e scappa. E' un ragazzo intelligente, furbo e seguiamo la sua fuga per le vie della città mentre è braccato da un numero crescente di persone, cattive e buone. Quel ragazzo era il battito d’ali di una farfalla in Sudamerica che poteva scatenare un uragano in Giappone. Era quello che rovesciava la prima tessera del domino provocando la caduta di tutte le altre. La sua fuga si intreccia con un'indagine finita per caso nelle mani della sezione Q. Ritroviamo Rosie meno folle e più concentrata sulle indagini. Assad reduce dall'incidente che non perde il suo spirito investigativo, in grado di strappare una risata con i suoi strafalcioni linguistici e le sue metafore con protagonisti i cammelli. No, Carl, non ci credo: un cammello tutto solo all’abbeveratoio non fa i piccoli.» Carl sollevò le sopracciglia. Assad cominciava a ritornare quello di un tempo, grazie a dio. Esisteva un argomento al mondo in cui non riusciva a infilare i suoi dannatissimi cammelli? Carl invece è alle prese con problemi di cuore e problemi lavorativi, ce ne viene mostrato un lato ancora più umano. Una frase... Chi non conosce lo tsunami emotivo che travolge l’esistenza, nel momento in cui si prende coscienza della morte di una persona cara, non ha mai perduto nessuno o non ha mai amato. La serie L'effetto farfalla è il quinto episodio della serie Sezione Q di Copenaghen scritto da Jussi Adler-Olsen

Sezione Q

La Sezione Q è il dipartimento della polizia di Copenaghen che si occupa di riaprire casi del passato rimasti irrisolti. L'incarico viene affidato a Carl Mørck, ispettore della squadra omicidi sul quale pende un'indagine a causa di un episodio poco chiaro in cui un suo collega ha perso la vita ed un altro, suo caro amico, è rimasto gravemente ferito. Il suo braccio destro è Assad, siriano autista e aiutante tuttofare che ben presto dimostra di essere utile anche nel portare avanti le indagini. A loro si affianca la segretaria stramba Rose, che dalle fotocopie passa presto a scegliere i casi su cui lavorare e a dare il suo contributo. Gli episodi della serie, ambientanti nella fredda Danimarca, sono tutti abbastanza violenti e sufficientemente complicati da incuriosire gli amanti del genere e nonostante la drammaticità dei casi, la squadra si fa voler bene e riesce a strapparti anche qualche sorriso. Questa serie, iniziata nel 2010, ha vinto numerosi premi e ha consacrato l'autore come il più importante scrittore danese di gialli. Attualmente è tradotta in diversi paesi e in Italia è pubblicata con Marsilio. Nel 2017 è uscito anche in Italia il settimo episodio,ultimo scritto al momento. I film Sono stati realizzati in Danimarca i film dei primi quattro episodi della serie, dal 2013 al 2018. Il primo, tratto da "La donna in gabbia", è stato doppiato e trasmesso in Italia con il titolo "87 minuti per morire". Tutti hanno riscosso grande successo e sono stati campioni di incassi in Danimarca. Prossimamente probabilmente verrà realizzata anche una serie Tv americana.
Il messaggio nella bottiglia

Il messaggio nella bottiglia (Sezione Q #3)

Capitolo tre della serie "Sezione Q", che ho ripreso in mano a distanza di qualche anno dalla lettura del secondo episodio e ne sono amareggiata, perchè ho dimenticato molto riguardo le vite dei protagonisti. Ho così dovuto, mio malgrado, dare atto al sempre valido Camilleri che in ogni libro di Montalbano fa una minima presentazione dei personaggi "storici". In questo caso invece, a distanza di anni, ho avuto difficoltà a cogliere alcuni riferimenti al passato. Il motivo per cui ho aspettato tanto è che le storie della sezione Q mi appassionano, ma contengono un bel po' di violenza, il secondo in particolare, per cui una volta finito di leggere un libro ho bisogno di "disintossicazione". Questo caso non raggiunge i picchi di violenza del secondo, ma ne contiene comunque una bella dose; ancora una volta però l'autore riesce, in un crescendo di suspance, a tenere attaccato il lettore alle pagine, man mano che la lettura prosegue. Questa volta la novità, la prima cosa ad incuriosire è che l'autore presenta dal principio il colpevole, che diventa un protagonista di un filone della storia parallelo a quello delle indagini. Come osservato da qualche altro lettore, i protagonisti hanno perso un po' di smalto, tanto il caro Carl Monk,quanto i suoi assistenti, anzi l'autore si perde un po' in circostanze che dovrebbero renderceli più simpatici ed invece non credo aggiungano nulla alla narrazione. In generale ancora confermata una serie bella e appassionante, seppur violenta che val la pena di seguire.
Battuta di caccia

Battuta di caccia (Sezione Q #2)

Eccoci al secondo episodio della serie della Sezione Q di Carl Mørck, Battuta di caccia. Ritroviamo gli stessi protagonisti con l'aggiunta di una nuova collaboratrice affidata alla squadra, che dovrà combattere con il caratteraccio del suo capo, ma si saprà comunque distinguere per intuito e capacità organizzative. Carl si voltò e si trovò davanti due facce di una somiglianza sorprendente. L'inventore del colore nero non aveva vissuto invano, pensò. Nero carbone i capelli, cortissimi e spettinati; nero pece gli occhi e sinistramente dark anche i vestiti. Un insieme parecchio ansiogeno. Siamo di nuovo alle prese con un giallo, più thriller direi, ambientato nella penisola scandinava e come tale, cosa ormai nota, contraddistinto da una dose non indifferente di violenza. Battuta di caccia pur trattando un caso forse più vicino a quelli di cronaca di oggi, risulta essere molto più cruento rispetto a La donna in gabbia; in alcuni momenti mi è pesato, non posso negarlo. Soprattutto quando già le notizie riportano quotidianamente episodi violenti, spesso gratuiti, che non lasciano indifferenti, leggere così in dettaglio ulteriori descrizioni di brutalità e sopraffazioni toglie quella caratteristica della lettura che è l'evasione e la distrazione dalla realtà. Detto ciò i personaggi sono ben fatti, hanno ispirato simpatia già nel primo volume e la confermano nel secondo; la narrazione scorre via bene, senza troppe divagazioni e con la giusta dose di suspense; stavolta anche la traduzione mi è sembrata migliore, si distinguono infatti chiaramente le "imprecisioni" e gli errori del siriano Assad rispetto alla narrazione principale. Seppur confermando la prima impressione, ovvero che Stieg Larsson, con cui il paragone è d'obbligo, rimane su un piano superiore (soprattutto dal momento che "Uomini che odiano le donne" mi piacque tantissimo e lo divorai letteralmente, nonostante il numero di pagine), questa serie regge abbastanza bene il paragone. Si fa leggere insomma, mi piace e ben vengano le puntate successive. Una frase... Gli uomini potenti regnano solo sulla debolezza della gente, si diceva.Compresa la propria.La storia lo dimostra di continuo.  Il film Battuta di caccia è diventato un film nel 2014 girato tra Germania, Svezia e Danimarca, dal titolo The Absent One https://www.youtube.com/watch?v=3l7WZwkA3do
La donna in gabbia

La donna in gabbia (Sezione Q #1)

In Danimarca, nella stazione di polizia di Copenaghen, esiste una sezione apposita per i casi irrisolti da anni, la Sezione Q. Carl Mørck, personaggio scomodo per i colleghi, che vogliono metterlo da parte, senza dare troppo nell'occhio, viene messo a capo di questo reparto ormai abbandonato. Senza soldi e mezzi, inizia quindi la vita della Sezione Q, alle prese con la sparizione di un politico, proprio nel momento in cui stava per scendere in campo. Sì, davvero una strana storia, quella. Sparire così dal traghetto Rødby-Puttgarden nel giro di pochi minuti. Senza testimoni. Serie un po' cruenta, ma senz'altro interessante, il cui protagonista si fa amare a poco a poco. Scopriamo pian piano dettagli sulla sua vita privata e professionale, ne conosciamo la famiglia e i personaggi strampalati che lo circondano, come i suoi coinquilini o l'addetto alle pulizie che diventa il suo aiutante nel risolvere i casi. Un po' fastidioso comprendere i suoi tentativi linguistici nel passare dal siriano al danese, forse non resi nel modo opportuno dalla traduzione, che li fa sembrare strafalcioni letterari piuttosto che caratteristiche del personaggio. A parte questo il linguaggio è scorrevole, con un giusto equilibrio tra descrizioni ed azione. Una bella serie, con tutte le caratteristiche dei polizieschi del nord europa, che tiene il lettore attaccato alle pagine con un pathos crescente fino alla soluzione del caso. Una frase... Sì, forse i demoni che erano là fuori sarebbero stati costretti a venire da lei.E allora, se avesse mirato agli occhi con le dita tese, forse avrebbe potuto accecarli. Se fosse stata abbastanza veloce, se non avesse esitato, forse ci sarebbe riuscita. E allora forse sarebbe potuta evadere. Il Film Da questo episodio il film danese presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Locarno con il titolo britannico The Keeper of the lost causes. https://www.youtube.com/watch?v=S4-vfKMWMC4