Eleanor Oliphant sta benissimo

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Eleanor Oliphand sta benissimo
Eleanor Oliphant sta benissimo Book Cover Eleanor Oliphant sta benissimo
NARRATORI MODERNI
Gail Honeyman
Romanzo
Garzanti
17 Maggio 2018
ebook
352

IL CASO EDITORIALE DELL'ANNO, PUBBLICATO IN 35 PAESI, PER MESI IN VETTA ALLE CLASSIFICHE Una protagonista che dice sempre quello che pensa. Diventerà un'amica di cui non potrete fare a meno. «Un fenomeno che ha dato vita a un nuovo genere letterario.» The Guardian «Imperdibile. Uno degli esordi più riusciti dell’anno.» New York Times «Non ha eguali.» The Observer «Commovente e saggio. Leggetelo.» People «Indimenticabile e vero.» Daily Mail L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo. Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che secondo la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. In corso di pubblicazione in 35 paesi, è il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, dove è da più di un anno in vetta alle classifiche. Ha vinto il Costa First Novel Award e presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.

Finalmente ho concluso anche io la lettura di uno dei volumi più venduti e ben giudicati del 2018, che però, personalmente, mi ha un po’ deluso, forse proprio a causa delle troppe aspettative.

Eleanor, ragazza un po’ stravangante protagonista del libro, conduce una vita regolare e abitudinaria, chiusa in una solitudine quasi totale. D’improvviso però è costretta ad entrare in contatto con “il mondo esterno”, in modo più profondo di come è riuscita a fare finora e questo la costringe a superare i traumi che porta dentro e che hanno inevitabilmente condizionato la sua vita.

L’autrice vuole porre proprio l’attenzione su uno dei mali più grossi di questo secolo, quello della solitudine che spesso sfocia in depressione. La protagonista lavora, ma non ha contatti con i suoi colleghi e trascorre i fine settimana chiusa in casa e completamente sola, senza rivolgere la parola a nessuno.

Eleanor è una ragazza “fuori dal mondo”, molto ben costruita e congeniata e le sue frasi, le sue riflessioni, i suoi atteggiamenti sono curiosi ed a volte esileranti. Mentre la inquadriamo come persona così stravagante, ecco che ci accorgiamo che in fondo le sue paure e le sue incertezze sono quelle di tutti noi, quelle di persona assolutamente normale, comune.

Detto questo la trama però si sviluppa in modo abbastanza prevedibile. Il passato della ragazza si chiarisce ben presto agli occhi del lettore attento e quando si arriva al racconto finale c’è poco spazio per la sorpresa. Lo stesso la storia nel suo complesso, riserva molto poco di inaspettato, sembra sempre dover volgere verso altro senza poi farlo davvero.

Il linguaggio è semplice, scorrevole, immediato, tipico del genere humor, mentre la storia alterna momenti ironici con pagine drammatiche.

Forse è proprio il passaggio da un genere all’altro, l’impossibilità di collocarlo sia come libro drammatico che come romanzo ironico, che finisce per non essere pienamente nè l’uno nè l’altro e quindi per non convincere fino in fondo.

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
3.2

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