La signorina Tecla Manzi

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La signorina Tecla Manzi
La signorina Tecla Manzi Book Cover La signorina Tecla Manzi
Maresciallo Maccadò
Andrea Vitali
Giallo
Garzanti
Aprile 2004
ebook
262

Siamo negli anni Trenta, all'epoca del fascismo più placido e trionfante. Nella stazione dei Carabinieri di Bellano, sotto gli occhi del carabiniere Locatelli (bergamasco), rivaleggiano il brigadiere Mannu (sardo) e l'appuntato Misfatti (siciliano). Un'anziana signora, «piccola, vestita con un cappotto grigio color topo, una borsetta tenuta con due mani all'altezza dello stomaco», vuole a tutti i costi parlare con il maresciallo Maccadò. La donna - anzi, la signorina Tecla Manzi - è venuta a denunciare un furto improbabile: il quadretto con il Sacro Cuore di Gesù che teneva appeso sopra la testata del letto.
Inizia così una strana indagine alla ricerca di un oggetto senza valore, che porta alla luce una trama di fratelli scomparsi e ricomparsi, bancari e usurai, gerarchi fascisti e belle donne, preti e contrabbandieri.
Con l'estrema e godibilissima bravura che la critica e il pubblico gli riconoscono, Andrea Vitali disegna l'anima dell'Italia più vera raccontando i piccoli segreti della vita di paese e, sullo sfondo, la grande storia. Intrecciando e dipanando senza posa i fili di una matassa che sembra non avere fine, divertendosi a incrociare mille destini e aneddoti, creando personaggi vivissimi nelle loro astuzie e ingenuità, cogliendo sul filo della memoria quei dettagli che fanno sorridere e ricordare, La signorina Tecla Manzi si fa leggere tutto d'un fiato e aggiunge un nuovo godibile tassello al coinvolgente universo romanzesco di un autentico scrittore.

Da tempo desideravo leggere La signorina Tecla Manzi, uno dei titoli più famosi di Andrea Vitali, autore che trovo sempre simpatico e gradevole.

Questo romanzo, scritto nel 2004, è ambientato sempre nell’amata Bellano, sulle rive del lago, in pieno periodo fascista.

La mattina seguente il tempo era bello, il cielo pulito, l’acqua del lago limpida e ferma.

L’aria tersa, odorosa di bosco, con un innesto, lì intorno alla caserma, di fronte all’imbarcadero, sul molo e sulla piazza, di pesce.

Come spesso i libri di Vitali, questo è un giallo caratterizzato dalla simpatia dei personaggi e dall’ironia delle situazioni, piuttosto che da eventi cruenti e intrecci complicati.

Ad indagare i carabinieri del maresciallo Maccadó, che in questo caso non prende parte alla vicenda, lasciando la scena ai suoi sottoposti. A farla da padrone è, invece, la rivalità tra il brigadiere Mannu, giovane sardo innamorato e l’appuntato Misfatti, siciliano traffichino e pettegolo.

Vedendolo, realizzò che, da quella mattina, assente il maresciallo Maccadò, gli sarebbe toccato passare una ventina di giorni gomito a gomito con quel siciliano vanitoso e petulante.

Protagonista assoluta La signoria Tecla Manzi, giunta in caserma per denunciare la misteriosa sparizione di un quadretto.

Piccola, vestita già con un cappotto color grigio topo, una borsetta tenuta con due mani all’altezza dello stomaco…

Accanto a loro personaggi caratteristici, ironici e particolari, che rendono la narrazione dinamica e a tratti comica.

Confrontando con altri romanzi, qui ho ritrovato la penna dei romanzi degli anni 2000, a volte non riconosciuta in opere più recenti.

La signorina Tecla Manzi è un romanzo gradevole e divertente, che si legge tutto d’un fiato, che strappa qualche risata e che è senz’altro ideale come lettura estiva.

Una frase…

Poi, deciso a dimenticare l’intera vicenda, si avvicinò alla finestra che dava verso il lago, l’aprì e rimase un bel po’ così: immobile, a guardare e a lasciare che i pensieri corressero ovunque paresse loro.

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
3.8

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