Almarina

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almarina
Almarina Book Cover Almarina
Supercoralli
Valeria Parrella
Romanzo
Einaudi
2 aprile 2019
cartaceo
136

Può una prigione rendere libero chi vi entra? Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso, un’isola nell’isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un’allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell’aula, se alzi gli occhi vedi l’orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire. La libertà di due solitudini raccontata da una voce calda, intima, politica, capace di schiudere la testa e il cuore.

Esiste un’isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull’acqua, ed è lí che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant’anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte. Il labirinto inestricabile della burocrazia, i lutti inaspettati, le notti insonni, rivelano l’altra loro possibilità: essere un punto di partenza. Nella speranza che un giorno, quando questi ragazzi avranno scontato la loro pena, ci siano nuove pagine da riempire, bianche «come il bucato steso alle terrazze». Questo romanzo limpido e intenso forse è una piccola storia d’amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. Di espiare, dimenticare, ricominciare. «Vederli andare via è la cosa piú difficile, perché: dove andranno. Sono ancora cosí piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui».

Finalmente, dopo anni, rincontro una scrittrice che mi è sempre piaciuta, Valeria Parella con Almarina.

Una buona dose di curiosità ha accompagnato la lettura di questo libro, uscito lo scorso anno e finalista del Premio Strega 2020.

La storia, come d’abitudine, è ambientata a Napoli, di cui percorriamo strade e quartieri insieme alla protagonista.

Elisabetta Maiorano, vedova cinquantenne, senza figli, che insegna matematica nel carcere minorile di Nisida.

e gli insegnanti sono senza sorte, gente che non arrischia nulla della propria pelle e quindi null’altro otterrà che una regalia dallo Stato nemico tredici volte l’anno, e fattela bastare.

Come sempre l’autrice riesce ad affrontare in poche pagine un tema difficile e drammatico. La sua è una scrittura ‘di pancia’, in grado di trasmettere al lettore direttamente le emozioni forti provate dai protagonisti, con poche parole, ma accuratamente scelte per arrivare dritte al punto, al cuore, alla pancia del lettore stesso.

La protagonista riscopre una parte di sé, nascosta dietro strati di dolore ed arriva poco a poco ad una nuova consapevolezza. Sullo sfondo la vita dei ragazzi, chiusi in carcere già giovanissimi, che, come osserva l’autrice per bocca dei suoi personaggi, trovano lì la normalità che fuori non hanno mai sperimentato.

Almarina è un libro breve ma intenso che conferma il mio amore per questa autrice.

Una frase…

«Tutto ciò che scegliamo si rivelerà sbagliato se saremo tristi, e giusto se saremo felici».

Contenuti Extra

Sul sito dell’editore Einaudi l‘approfondimento dedicato all’autrice, Valeria Parrella, in occasione dell’uscita del libro.

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
4.8

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