Riccardino

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Riccardino
Riccardino Book Cover Riccardino
La memoria n. 1170
Andrea Camilleri
Giallo
Sellerio
16 Luglio 2020
cartaceo
292

Anno 2005: Camilleri ha appena pubblicato La luna di carta. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino. L’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano.
Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Andrea Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo». Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: La forma dell’acquaIl giro di boaIl ladro di merendineL’altro capo del filo. Ma Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.
Ma come è nata l’idea, e soprattutto perché?
Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione».
Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo Riccardino che pubblichiamo ricordando Andrea Camilleri con gratitudine grandissima.

Siamo arrivati, purtroppo, alla lettura del tanto atteso Riccardino di Andrea Camilleri. Dico purtroppo perché da anni era ormai noto che questo sarebbe stato il titolo dell’ultimo episodio dell’amato commissario Montalbano e che, probabilmente, sarebbe uscito postumo.

L’autore ha redatto la prima stesura nel 2005, per poi apportare modifiche solo ed esclusivamente alla lingua, senza toccare la storia, nel 2016. Sellerio ha deciso di pubblicare il volume ad un anno esatto dalla morte di Camilleri e di uscire con due edizioni, quella del 2016 e quella comprensiva di entrambe le stesure.

Ovviamente tanta era l’attesa, non solo per leggere nuovamente un’indagine con protagonista l’amato commissario Montalbano, ma anche per sapere come sarebbe finita la serie. Tante le voci su una sua uscita dalla scena, più o meno tragica, che in questi anni si sono diffuse tra i lettori.

Personalmente ho trovato Riccardino eccezionale. Ho letto l’edizione speciale, quella comprensiva di entrambe le stesure e da non amante delle riletture, ho deciso di procedere alternando i capitoli tra le due versioni.

Forse anche causa di questa modalità di lettura, o forse perché non sono una brava critica, con occhio attento allo stile, non ho notato evidenti cambiamenti nella lingua tra l’edizione del 2005 e quella del 2016.

Quello che invece ho notato in modo preponderante è il ritorno dell’autore ad una storia “vecchi tempi”. E’ indubbio che negli ultimi anni pian piano le indagini del commissario sono diventate gradualmente meno avvincenti e contorte rispetto all’inizio. Era evidente la stanchezza dell’autore, che attraverso il personaggio faceva trapelare la sua perdita di entusiasmo, nonostante le letture risultassero sempre interessanti e mai noiose o troppo scontate.

In quell’ultima parte mi hai costretto a interrompere il racconto con certi tuoi monologhi interiori che sapevi impossibili a essere sceneggiati.

Si nota chiaramente che Riccardino sia stato scritto negli anni migliori dell’autore, è un giallo ben strutturato, portato avanti con maestria, contornato da personaggi caratteristici e non privo di momenti comici.

Ho trovato inoltre originale e simpatica la trovata di far rapportare, in diversi modi, il commissario con il suo alter ego televisivo, oltre che con l’autore.

Salvo, la faccenna sta completamente arriversa. Sono io che informo te, mentre tu ti ostini a credere che sei tu a informare me. Questa storia di Riccardino io la sto scrivendo mentre tu la stai vivendo, tutto qua.

Insomma ho letto quest’ultima indagine con immenso piacere, arrivando con curiosità fino all’ultima pagina e scoprendo un finale personalmente del tutto inaspettato.

Una frase…

Interesse: parola che non dovrebbe mai pronunziarsi in una vera amicizia.

Contenuti Extra

Sul sito dedicato ad Andrea Camilleri e al suo amato commissario, tutte le notizie e la storia di questo ultimo episodio della serie. Sulla stessa pagina anche il video della lettura del primo capitolo avvenuta in anteprima al Salone del Libro di Torino, quest’anno tutta in digitale:

Qui il link all’articolo scritto in occasione della presentazione, quando è stata comunicata anche la data di uscita del libro

  • Trama
  • Personaggi
  • Ambientazione
  • Linguaggio
  • Copertina
  • Complesso
4.7

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