Alda Merini nella Giornata Mondiale della poesia

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Alda Merini

Ricorre oggi la Giornata Mondiale della Poesia, che coincide con l’anniversario della nascita di Alda Merini, nata 21 marzo del 1931.

Proprio al giorno della sua nascita, coincidente con l’inizio della primavera, ha dedicato una delle sue poesie:

Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Nata a Milano, secondogenita di tre figli, della sua biografia si conosce molto attraverso i suoi scritti e ciò che lei stessa ha raccontato. Confessa infatti di essere stata poco compresa dai genitori, eppure sempre molto appassionata agli studi e brava a scuola. Incoraggiata dal padre ed avversata dalla madre, termina le scuole elementari con voti altissimi, ma le viene concesso solo di iscriversi alla scuola di formazione professionale.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la famiglia perde la casa ed è costretta a dividersi. Alda si trasferisce con la madre ed il fratello minore da una zia a Vercelli, dove rimarrà fino alla fine della guerra.

Tornata a Milano tenta di iscriversi al ginnasio, ma non passa proprio nella prova di italiano. Continua a scrivere poesie e dedicarsi allo studio del pianoforte ed a 15 anni riesce a farsi recensiare una poesia.

Nel 1947 emergono i suoi problemi mentali, che la portano ad essere internata in una clinica di Milano, dove le viene diagnosticato un disturbo bipolare. Da quel momento la sua vita sarà scandita dai problemi mentali e da periodi di internamento.

Nel 1950 grazie a Giacinto Spagnoletti, suo amico che l’ha sempre incoraggiata negli scritti, pubblica la prima raccolta di poesie, scritte negli anni precedenti. Seguono a queste altre pubblicazioni e negli anni successivi le frequentazioni con Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo, con cui stringe amicizia.

Nel 1953 sposa Ettore Carniti, operaio e sindacalista, pochi anni dopo nasce la sua prima figlia. Nel 1957 nasce la sua secondogenita, cui seguiranno altre due femmine,affidate ad altre famiglie a causa del disturbo bipolare della poetessa. Dal 1964 al 1972 infatti Alda Merini viene nuovamente internata e torna a casa solo per brevi periodi. Le figlie quindi crescono altrove ed hanno pochi contatti con la madre.

Nel 1979 riprende a scrivere e compone La terra Santa, uno dei suoi più grandi capolavori, pubblicato nel 1984.

Nel 1983 rimane vedova e trascorre un periodo buio dovuta anche al fatto di essere ignorata dal mondo letterario. In questi anni infatti riesce solamente ad ottenere pubblicazioni su qualche rivista. E’ il periodo in cui inizia ad avvicinarsi al pittore, ex medio in pensione, Michele Pierri, che sposerà nel 1984 e con il quale si trasferirà a Taranto.

Nel 1986 ha nuovamente problemi di salute e si ricovera a Taranto, ma poco dopo le cattive condizioni di salute del marito la riportano a Milano dove continua a farsi curare. Inizia un periodo di produzione feconda e di rapporti con personaggi vicini al mondo della poesia, nonostante abbia pochi soldi e fatichi a mantenersi.

E’ questo anche un periodo di molte pubblicazioni che sfocia nel Premio Librex Montale, conferitole nel 1993, che la consacrerà tra le principali poetesse e scrittrici della nostra epoca. A questo seguiranno altri riconoscimenti, nel 1994 il Premio Viareggio per Ballate non pagate, pubblicato da Einaudi Editore e il Premio Procida-Ischia Arturo-Elsa Morante per L’altra verità. Diario di una diversa nel 1997.

Negli anni 2000 continuano le pubblicazioni di scritti autobiografici e poesie, che pian piano si fanno sempre più brevi, fino a diventare aforismi. Intanto si moltiplicano gli eventi che vedono protagonisti i suoi scritti, da canzoni, a spettacoli, a documentari e libri.

Tra il 2003 e il 2004 Einaudi pubblica Clinica dell’abbandono, raccolta di poesie diviso in due parti, la prima con opere risalenti agli anni ’90 e la seconda con scritti recenti del nuovo millennio.

Il 2004 è anche l’anno del primo ricovero a Milano per problemi di salute. Esce e torna nella sua casa, pur con problemi economici e di salute, ormai è un personaggio famoso ed osannato.

Alda Merini si spegne in ospedale a Milano a causa di un tumore osseo nel novembre 2009. Tutta Milano e l’Italia intera partecipa con cordoglio alla camera ardente a al funerale. Nel 2010 il comune pone una targa sul nuro della sua abitazione sui Navigli, come omaggio della città che le ha dato i natali e dove ha vissuto quasi tutta la sua vita.

Approfondimenti sul sito ufficiale messo in piedi dalle sue quattro figlie, che ne raccontano anche una figura inedita e privata.

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