Un "naso elettronico" per i libri antichi

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Un naso elettronico per i vecchi libri

Alcuni studiosi dell’Università portoghese di Aveiro, hanno differenziato, attraverso un “naso elettronico”, i gas emessi da antichi libri, identificando così, grazie all’odore, il parassita che li ha colpiti.

Noi lettori sappiamo che ogni libro ha un odore caratteristico, a volte dovuto all’inchiostro altre alla carta, ma sicuramente molto persistente nei libri più “vecchi”. In effetti la cellulosa è resistente all’invecchiamento, ma non lo sono i suoi additivi, che si deteriorano a causa di calore, luce, umidità.

Fino al 1845 la carta era costituita principalmente da fibre di cotone e lino, ovvero da cellulosa più pura, più resistente, ma anche più cara. Per questo nel tempo si è passati gradualmente ad utilizzare fibre di legno, sostanza più facilmente reperibile e sicuramente più economica.

La carta attuale è quindi costituita da cellulosa e lignina, che vengono digeriti da batteri, funghi e parassiti, liberando composti volatili dall’odore persistente. A questo di aggiunge l’inchiostro utilizzato per le decorazioni, costituiti da pigmenti minerali, ma anche da sostanze naturali, facilmente attaccabili.

Gli studiosi hanno quindi analizzato 19 volumi pubblicati tra il 1567 e il 2016, riuscendo tramite appositi sensori, ad isolare diversi composti volatili sprigionati e quindi ad individuare eventuali parassiti presenti sulla carta.

Utilizzando il “naso elettronico” per i libri antichi sarà quindi più semplice intervenire per proteggere e conservare i volumi nel tempo.

(fonte La Repubblica)

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