Le letture del 2019

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Le letture del 2019

Un anno è terminato e non resta che fare il bilancio delle letture di questo 2019.

Nella prima parte dell’anno ho nuovamente sfruttato gli audible ascoltando diversi libri che non ho acquistato in formato cartaceo. Nella seconda parte dell’anno il ritmo è invece molto rallentato.

E’ stato comunque un anno di piacevoli scoperte, di nuovi autori e nuove saghe letterarie. Poche delusioni, molti libri giudicati discreti e alcuni titoli che non dimenticherò.

Vediamo allora come è andata.

Statistiche

Totale libri letti: 22

Totale pagine: 7372

Uscite dell’anno: 4

Spagnolo: 1

Cartacei: 3

Solo ebook: 10

Solo audible: 6

Libro più breve: Supericie (112)

Libro più lungo: Patria (646)

Valutazione migliore: L’ultimo arrivato

Valutazione peggiore: Superficie

Classifica finale delle letture del 2019

Tra le sorprese di quest’anno sicuramente c’è Marco Balzano, autore che già avevo apprezzato l’anno scorso con Resto qui e che quest’anno mi ha letteralmente incantato con L’ultimo arrivato, vincitore del Premio Campiello 2015.

Altra piacevolissima compagnia è stata Divorare il cielo di Paolo Giordano, autore mai letto prima, che con questo romanzo mi ha tento compagnia per notti intere, grazie alla capacità di entrare nell’animo umano con stile delicato ed impeccabile.

Giudizi contrastanti ha avuto invece il romanzo del 2018 La treccia di Laetitia Colombani, che a me è piaciuto molto. Breve e semplice storia, con protagoniste le vite di tre donne che si intrecciano pur stando in tre paesi e condizioni sociali dfferenti.

Storia semplice e breve, ma scritta in modo scorrevole e piacevole anche per Le signore in nero di Madeleine St. John, pubblicato quest’anno in Italia. Quattro donne di età diverse che lavorano ai grandi magazzini di Sidney nel reparto abiti di lusso per donne. Ci riporta negli anni 50, nello shopping del periodo di Natale e dei saldi di inizio gennaio.

Nuova prova brillantemente superata per Joël Dicker con La scomparsa di Stephanie Mailer, giallo avvincente e ricco di personaggi, in grado di tenere incollato il lettore nonostante la lunghezza.

Indubbiamente un bellissimo romanzo, sebbene per me complicato avendolo letto in lingua originale, Patria di Fernando Aramburu. Autore sicuramente da approfondire, in grado di toccare il cuore del lettore in questo caso con una storia difficile da comprendere fino in fondo per un non spagnolo ed un non basco.

E’ stato un anno in cui è continuata la passione per le saghe letterarie.

Una nuova trilogia mi ha conquistato, quella de La Villa delle stoffe della tedesca Anne Jacobs. Il secondo volume Le ragazze della villa delle stoffe, ambientato durante la Grande Guerra mi ha appassionato più del primo La villa delle stoffe, che invece mi aveva lasciata perplessa. Ora non resta che attendere febbraio per la pubblicazione del terzo ed ultimo episodio.

Piacevole suggerimento quello de La lettera di Kathryn Hughes, attraveso cui si incrociano le vite di due donne di età differente, accomunate da storie d’amore difficili ed uomini incapaci di rapportarsi a loro nella maniera corretta.

Chiusura triste anche per la saga dei Cazalet, letta quasi per intero lo scorso anno e completata quest’anno con l’ultimo volume Tutto cambia, ambientato molti anni dopo i primi. Difficile rassegnarsi a lasciare tutti i personaggi di questa grande e bella famiglia.

Il 2019 è anche l’anno della scomparsa di Andrea Camilleri. Questo autore mi ha accompagnato con ben tre titoli, differenti ma ugualmente piacevoli. La penultima, a questo punto, indagine del Commissario Montalbano ne Il cuoco dell’Alcyon, romanzo un po’ cinematografico, ma senz’altro intrigante come quelli di un tempo. Il libro autobiografico Ora dimmi di te. Lettera a Matilda, scritto alla nipote, dove l’autore ripercorre la sua vita, lavorativa e familiare. Infine Km 123, scritto per i 90 anni della collana I gialli della Mondadori, un libro simpatico per quanto semplice, dove è la modalità del racconto piuttosto che la storia ad essere interessante.

Altra trilogia da portare a termine quella di Figlie di una nuova era di Carmen Korn. Siamo nuovamente in Germania a cavallo delle due guerre e la storia attraversa il ‘900 attraverso l’amicizia di quattro giovani donne, che cercano di sopravvivere alle difficoltà di un secolo tutt’altro che semplice.

Un nuovo tentativo con Sveva Casati Modigliani si è rivelato discreto. Suite 405 non mi ha appassionato come i primi romanzi, ma sicuramente l’ho trovato più avvincente rispetto a Festa di famiglia.

Il romanzo rivelazione del 2018 dall’incredibile successo, Eleanor Oliphant sta benissimo è stato per me una grande delusione. Mi sarei aspettata più ironia ed un personaggio più empatico di quello che invece mi sono ritrovata davanti, con una storia poco coinvolgente.

Delusione anche per Giuseppina Torregrossa, che mi aveva affascinato con La miscela segreta di casa Olivares, mentre Cortile nostalgia non è riuscito ad intrigarmi nè appassionarmi, anzi mi ha lasciato l’amaro in bocca.

Successo stratosferico di pubblico e di critica, personalmente non condiviso per Gianrico Carofiglio con La versione di Fenoglio. Romanzo sicuramente ben scritto e ricco di spunti di riflessione, ma con poca trama e che sinceramente non ho riconosciuto come essere una grande opera, anzi a tratti ho ritenuto noiosa.

Ancora una delusione per un’autrice che finora era sempre stata una garanzia. Adesso di Chiara Gamberale, un incrocio di storie d’amore dove però non sono riuscita a scorgere nè un filo conduttore netto, nè quella penna che in altri casi mi ha affascinato.

La collezionista di storie perdute era un titolo apparentemente interessante e capace di incuriosire. La storia invece è banale e scarna, poco coinvolgente e priva di grandi personaggi. Insomma una lettura estiva da spiaggia senza alcuna pretesa.

Quasi equivalente giudizio per So che un giorno tornerai di Luca Bianchini. Una storia abbastanza banale, però piena di personaggi caratteristici, che poi sono il forte di questo autore, che certo non ha una penna indimenticabile.

Infine delusione completa per un altro autore che mi era sempre piaciuto. Diego De Silva con Superficie ha pubblicato un freddo elenco di luoghi comuni che non capisco che funzione abbiano, se non quella di sciupare carta e tempo di chi legge.


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